Caterina Merlo  – 3336310013 –
Uffico Veritas 6 ad Arona (NO) [email protected] – https://www.facebook.com/caterina.merlo.61 – sono disponibile nel triangolo fra Varese, Novara e Verbania 

 

 

1) cari amici, il modello Veritas è quanto di più equilibrato e divulgativo io abbia incontrato finora con rispetto ai temi di cui parla la sovranità individuale. Ciò mi corrisponde pienamente, venendo a soddisfare la mia esigenza di fare qualcosa in questa società e dandomi un lavoro concreto. La mia situazione è cambiata, sia internamente che esternamente. Attraverso i miei rigetti ho finalmente sentito che davo risposta ad un’impotenza interiore che era li da molto, ho tirato su la testa!
2) ho scelto Veritas perché è come se l’avessi creata io, con il mio perenne desiderio di giustizia sociale che mi porto dentro da quando ho uso di ragione. Perché non pensare che ho aiutato nella sua co-creazione? Manifesto ciò che sento! Non ho mai avuto bisogno dell’aiuto di avvocati, non ho gravi preoccupazioni, ma sì, avevo la minaccia di un fermo dell’auto e ho subito provveduto al rigetto.
3)Attraverso i media, che non seguo quasi per nulla direi, a volte si parla di diritti umani, costituzione, ma solo a titolo teorico e non applicato, come se fossero delle belle teorie. Veritas ci ha insegnato subito invece che il giusnaturalismo è vivo e vegeto e che aspetta solo di essere applicato, i fatti lo dimostrano.
4) Ciò che tramanderei è la naturalità dei nostri diritti, ossia l’evidenza di ciò che è, non è niente di inventato, era tutto già lì. Di conseguenza, nel ri-conoscere ciò, l’autostima e la dignità vessate riappaiono e ci riappropriamo del momento creativo. Equilibrio e rispetto per noi e per gli altri sono ristabiliti e non solo nel campo della giustizia sociale, ma in tutti i campi della vita.
5) E’ in atto un grande cambiamento, le forze di rinnovamento ci sono e noi siamo parte attiva. Ci vuole ancora tempo ma ormai è inesorabile. Come diceva un mio maestro: “ se la mosca si prendesse la briga di levarsi in volo, vedrebbe che quel nero che l’attorniava faceva parte di un Rembrandt dove la luce soggiacente è forte e potente”.
6) Facciamo massa critica, la nostra community ed ognuno di noi non è esente dai limiti che vogliamo oltrepassare; riconosco ciò e lo accetto. Grazie